La potenza della semplicità

sabato, dicembre 20th, 2008

Parlando con un amico, abbiamo riflettuto su quanto sia potente la semplicità e quanto un linguaggio piano, una sintassi non involuta, una trama non contorsionisticamente intrecciata, rendano grande un romanzo.
Si parlava di Dostoevskij, de “Il giocatore”, della potenza dei dialoghi anche nei romanzi più complessi e lunghi.

E abbiamo riflettuto su quello che a ben vedere è un grande principio della letteratura, oltre che una cifra di grandezza in uno scrittore.
E cioè sul fatto che la grandezza di un grande scrittore può stare nella potenza dei dialoghi. Perché quando l’autore recede dal suo ruolo di costruttore di un mondo, lasciando alla potenza dei dialoghi il compito di presentare a tutto tondo personaggi, visioni del mondo e persino filosofie di vita, allora c’è grande letteratura.

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2 commenti su “La potenza della semplicità

  1. a me è venuta anche voglia di andare a Saint-Vincent :)A parte gli scherzi, Dostojevski è un grande e non lo scopro certo io, nella sua fluidità di scrittura ci sono ondate di pensieri sconvolgenti che ti scavano nell’animo e la semplicità sta proprio nel rendersene conto.La nonna è spettacolare 🙂

  2. iocisto ha detto:

    sono sempre quello di prima, solo con il link al mio blog messo un po’ meglio :)Arrivedorci.

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