L’incompleta storia dei geniali

venerdì, gennaio 9th, 2009

da un post di marinfaliero.net (che traduce un pezzo dello psicologo Howard Gardner apparso sul blog di Luca De Biase), alcune considerazioni sul tema della genialità umana. Cosa rende una persona un genio? Cos’è che hanno in più i cosiddetti geni rispetto ai comuni mortali? C’è qualche causa biologica? Le circostanze spaziali e temporali dove un genio ha vissuto incidono sulla sua potenzialità di mostrare la propria genialità?

Alcuni dubbi mi assalgono….

Se Maradona fosse nato in Norvegia sarebbe stato lui, uguale?
anzi, no, Maradona non poteva nascere in Norvegia…

Se Mozart fosse vissuto più a lungo e non fosse stato sregolato, sarebbe stato ancora più geniale o si sarebbe infiacchito? Il genio è condannato ad essere una fiammata fortissima e breve?

Se qualcuno viene scoperto essere un genio solo dopo morto? Come la mettiamo con i geni postumi? Il feedback del genio ai riconoscimenti della propria genialità influisce sulle vie in cui essa si concretizza? Per dirla altrimenti, se nessuno ti riconosce la tua genialità, i tuoi comportamenti le tue opere e le tue pratiche potrebbero contenere ancora più genialità in seguito al mancato riconoscimento? Il genio conosce gli allori su cui riposarsi?

Nascere nel degrado, nella povertà, permettono di tirare fuori meglio la propria genialità? Sì, ma allora Giacomo Leopardi?

Il vizio, la sregolatezza, aiutano la genialità a mostrarsi? Se sì, allora come la mettiamo con Immanuel Kant, con Tommaso D’Aquino, insomma con i campioni della genialità disciplinata, piana, conventuale? Se no, ce la sentiamo di sostenere che un Maradona tutto casa chiesa e campo d’allenamento sarebbe stato ancora più forte di quanto è stato? E se invece la sua “pazzia” è stata una molla scatenante della sua grandezza e della sua leggenda? Senza “pazzia”, Maradona godrebbe quell’amore della gente e quel ricordo che di lui hanno tutti, molto superiore, credo, rispetto a quelli che vengono nutriti per Pelè?

Un genio è un pezzo di cielo gettato sulla terra dalla divinità come dono per gli uomini, oppure è un pezzo di terra e sangue che assurge alle alte vette per merito della sua forza innata?

Si può nascere geni e mettere a frutto la propria genialità anche se si nasce fra i nomadi del Sahara? Oppure dobbiamo tornare al caso iniziale del Maradona nato in Norvegia che invece di “pibe de oro” sarebbe stato un talentuoso ma vichingo Olaf?

La genialità c’è solo se viene riconosciuta come tale? Si può essere geniali e non essere identificati come tali, neanche da postumi? C’è genio solo nell’arte, nella filosofia, nella scienza, nella tecnologia, nella politica? O c’è genio anche nel condurre genialmente una vita nomade nel deserto del Sahara o fra gli aborigeni d’Oceania? Se rispondiamo affermativamente a questa proposizione, allora possiamo sostenere che per essere dei geni si può anche farsi una vita di affari propri, vivendo solo nella propria comunità, seppur nomade, e mettendo a frutto la propria genialità nel carisma di capo tribù. In sostanza, ammettiamo l’esistenza di una concezione non occidentale di genio. Anzi, una concezione nomade, o una concezione tradizionale, o precedente allo sviluppo della tecnica. Avulsa persino dalla comunicazione, che non sia intra comunitaria. Per dirla tutta, ci sono stati moltissimi geni nella storia dell’umanità. La storia ne ricorda uno zero virgola qualcosa per mille.

Probabilmente esistono degli individui geniali anche nella più sperduta micro comunità più lontana e isolata nel tempo e nello spazio. Non vivono e non producono quei significati che la nostra cultura occidentale riconosce come geniali.

Ma parlando di genio, occorre essere aperti e ragionare su più piani, mettere anche il soffitto al posto delle mura laterali e le finestre al posto dei camini, se serve.

Il genio è un qualcosa che nasce all’incrocio fra una cultura, una persona baciata dal divino, una serie di vicende, la fortuna e X

su cosa sia X, beh su quello è aperta la lotta…

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14 commenti su “L’incompleta storia dei geniali

  1. iocisto ha detto:

    no so, non saprei, un problema che francamente non mi sono mai posto, di sicuro non è che tutti i geni hanno capelli spettinati e fanno linguacce a destra e a manca, alcuni sì ma non tutti.Un saluto agli astanti.

  2. Whipart.it ha detto:

    ehehhe il discorso messo così sembra semplicistico 🙂 anzitutto toglierei la fortuna, non serve per essere geni. il genio è una persona normalissima, che ha però la capacità di utilizzare schemi mentali diversi da quelli comuni, ed arrivare quindi – prima e in maniera diversa – ad idee innovative. etimologicamente il genio è “colui che produce”, quindi forse la X potrebbe anche essere energia, dinamismo, operosità. perchè se sono un genio, ma non mi adopero per utilizzare la mia capacità, come faranno a riconoscermela? i geni sono dappertutto, spesso vengono considerati pazzi, ma solo perchè vedono il mondo… diverso. sarebbe come se io “vedessi come picasso dipingeva”, riuscendo quindi a comprendere facilmente la quarta dimensione, mentre gli altri continuassero a vedere normalmente, come un monet. :)Mo’ ti faccio io na domanda: ma maradona era un genio? personalmente considero più genio mio padre, che nonostante tutto è riuscito a comprarsi una casa quando ancora lavorare serviva a qualcosa di concreto 🙂

  3. olipan ha detto:

    calcisticamente era un genioil calcio è una pratica (direi anche un’arte, ma voglio rimanere neutro), quindi chi eccelle particolarmente può essere genio di quella praticaanche qui vediamo che il concetto di genialità è relativo.tu dici “il genio è una persona normalissima”…ma secondo me sbagli. Se fosse normale non sarebbe un genio.Vero è che i geni sono dappertutto e ne conosciamo e riconosciamo solo uno zero virgola per cento. Su questo concordi con me.Mettiamola così: ci avvicineremmo a comprendere cos’è quella X, se la cercassimo in quel quid che distingue il genio produttivo e riconosciuto dal genio “socialmente pazzo” e non riconosciuto?p.s. con tutto il rispetto per tuo padre che è una degnissima persona, non è lui il genio. Siamo noi che siamo nati nel periodo in cui lavorare non serve a nulla di concreto. E badate che è una circostanza molto peculiare nella storia delle età umane. Non mi azzardo a definirla unica, ma peculiare.E noi ci siamo nati cresciuti e pasciuti in questa circostanza. Neanche noi siamo geni, ma un po’ sfigati sì, eccchecccccccazzz

  4. Whipart.it ha detto:

    bhè si effettivamente hai ragione su maradona, calcisticamente si. è che io stavo pensando più a geni come einstein, volta, galileo (ma erano geni poi? bho, pare di si), ero protesa verso “l’assoluto” e pensavo a come l’uomo si sia bloccato, non abbia più inventato niente di davvero geniale negli ultimi 50 anni, o comunque non tante cose come, ad esempio, dal fine ‘800, inizio ‘900.per “normalmente” intendevo geneticamente, sono stati fatti degli studi che avrebbero voluto dimostrare che la genialità è data da dei geni (quel genere di studi fatti per dire: non sei superbamente inteligente, ma non è colpa tua). rimanendo nella filosofia, kant diceva che il genio è “il talento di produrre ciò di cui non si può dare un regola determinata”. per la filosofia, genio è creatività e la creatività tutti ce l’hanno, basta saperla utilizzare. oddio, sulla creatività potrei forgiare un trattato…il genio della lampada aveva il talento di realizzare, rendere reali quindi, 3 desideri espressi. che la x sia il talento?io so solo che a scuola la mia pagella si concludeva sempre con un “è molto inteligente, ma non si applica” :p

  5. Whipart.it ha detto:

    oh! e se invece fosse come dice schopenhauer?pensa, il mondo è solo la rappresentazione di ciò che io voglio che sia, quindi vedo una persona e penso: quella è un genio! e tutti gli altri hanno tutte realtà diverse, quindi non per tutti è un genio 🙂 la genialità sarebbe quindi soggettiva, come il bello per l’estetica…

  6. Andrea28k ha detto:

    Per WhipartNon credo che esistano campi in cui la fortuna non abbia influenza. Se Mozart fosse stato il figlio di un morto di fame non avrebbe prodotto opere fantastiche e quindi non operando non avrebbe fatto niente di geniale. Certo teoricamente sarebbe stato cmq un “genio potenziale”, ma a questo punto saremmo tutti dei potenziali Mozart, che ovviamente non è vero.

  7. Anonymous ha detto:

    ciao Oliver, grazie per le tue belle parole. io penso che il Genio sia qualcosa che tutti abbiamo dentro, ma come ogni seme vada coltivato, lasciato crescere, germogliare, e ripulito da erbacce che lo soffocano, allora possiamo diventare e fare tutto quello che le nostre potenzialità hanno da esprimere. ti passo questo link dove ho espresso qualche concetto su un possibile metodo di lavoro… http://studiotrevisani.wordpress.com/2008/12/29/12-concetti-fondamentali-la-visione-della-persona-come-sistema-energetico/ciao daniele

  8. Whipart.it ha detto:

    Andrea, tu dici “ma a questo punto saremmo tutti dei potenziali Mozart, che ovviamente non è vero.”, invece secondo me si 🙂 siamo tutti potenziali geni, come è vero che siamo tutti potenziali creativi. essere genio non dipende da un gene, che io ho e tu no, che mozart aveva e il mio vicino di casa no. quindi potenzialmente tutti siamo geni, sta poi alle concause che ci sono attorno a noi far uscire il potenziale oppure no 🙂

  9. Lorena ha detto:

    Forse già l’hai letta, ma ti volevo segnalare questa notizia in riferimento al dilemma se il genio, per essere tale, debba nascere in un posto piuttosto che in un altro:http://www.geek-generation.com/2008/11/29/contadino-progetta-e-costruisce-la-sua-armata-di-robot/

  10. olipan ha detto:

    @ lorena grazie del link. La notizia mi conferma quella che per me è una precomprensione (diciamo, una cosa che penso d’istinto, prima di deduzioni logiche e ragionamenti) e mi conferma pure uno degli approdi del mio ragionamento..Cioè che la storia è piena di geni dimenticati, occorre staccare la discussione sul genio dagli schemi occidentalistici (mozart, maradona…)i robot del contadino cinese; il carisma del capovillaggio che rende florida la propria comunità che prima di lui languiva nella povertà e nella guerra; poi c’è la questione del genio collettivo, comunitario (sistemi di conservazione del cibo in condizioni proibitive, sistemi di pesca, di coltivazione…la nascita dell’informatica, di internet…)c’è la questione del genio e del Genioc’è la questione delle potenzialità nascoste in tutti noiin ognuno di noi c’è della genialità? Direi che ognuno di noi ha talenti nascosti e potenzialità da esprimere, ma la genialità resta un mistero affascinante. E si torna alla questione della X…..continua….

  11. olipan ha detto:

    @ anonimo grazie del link, mi prenderò del tempo e della lucidità mentale (sono le 23:10 di una lunga domenica…) per riflettercia presto 🙂

  12. Whipart.it ha detto:

    Olly, qual’è il tuo talento nascosto? Magari la X è una variabile nel vero senso della parola, ovvero VARIA in base ad ognisingola persona.. :p

  13. cinzia ha detto:

    Io credo che il genio sia una potenzialità intrinseca in ognuno di noi, solo che in alcuni riesce a manifestarsi e in altri no. E’ assodato che utilizziamo solo una piccolissima parte del nostro cervello che in realtà ha delle capacità di gran lunga superiori. E questo in tutti gli individui e non solo in alcuni. Il genio secondo me è quella caratteristica (o X se preferite) che è in ognuno e che varia da persona a persona, ma che riesce a venire fuori solo grazie ad una serie di circostanze in cui incidono l’ambiente sociale e familiare, il luogo dove si vive e la fortuna. Nel senso che ogni individuo potrebbe essere un genio magari della matematica, dell’arte, dello sport, ecc ma solo se nell’arco della sua vita ha le occasioni giuste per far emergere le proprie attitudini.Già a scuola si possono scoprire bambini estremamente intuitivi e dalle capacità eccezionali che se coltivate potrebbero portare a risultati strabilianti. Ma se poi quel bambino non ha la possibilità di continuare a studiare, o vive in un ambiente culturale degradato o semplicemente non ha modo di poter sviluppare quelle attitudini per cui era portato, sarà un genio mancato. Insomma la genialità di una persona è un insieme di concause uniche che non possono essere imbrigliate in un rigido schema. Non so se Maradona sarebbe stato lo stesso campione se fosse vissuto in Norvegia, magari si, sia che si fosse dedicato al calcio piuttosto che allo sci, semplicemente perchè avrebbe avuto modo di esprimere le sue potenzialità nell’emergere in discipline sportive. O forse nell’essere campione ha influito la sregolatezza della sua vita? Difficile dirlo: per alcuni le più grandi ispirazioni arrivano vivendo in maniera estrema , per altri invece le più grandi intuizioni si manifestano attraverso ragionamenti lucidi e in vite estremamente organizzate.Ognuno di noi quindi è un genio potenziale, se avesse le giuste possibilità (e magari anche la fortuna) per potersi esprimere. Un genio per me è colui che riesce a distinguersi per il modo di fare “eccezionale” rispetto agli altri, e questo può accadere in ogni ambito della vita, e può includere non solo lo sportivo o l’intellettuale e l’artista, ma anche il beduino del deserto, il capotribù e l’operaio di una fabbrica: ognuno può essere un genio se si distingue dagli altri per riuscire ad affrontare e gestire situazioni in maniera sorprendente e non convenzionale. Solo che la storia ricorda solo i casi più eclatanti e che rispecchiano alcuni modelli precostituiti della cultura occidentale (es il mondo del calcio, della musica, filosofia, ecc)

  14. iocisto ha detto:

    io mi sono perso, comunque, dai, Maradona era abbastanza bravo di sinistro e Mozart non suonava poi così male, eh :)Scusate, me ne vado che dei tizi in camice verde mi attendono.Bye bye.

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