Pezzi di spaziotempo in mezzo al divenire

mercoledì, gennaio 28th, 2009

Non ci bagniamo mai nello stesso fiume, anche perché spesso sono sporchi e inquinati e ci vorrebbe coraggio

La più grande disdetta per dei pezzi di infinito come noi è quella di essere stati calati nel mondo, nel finito, nel mortale e nel deperibile. Ma anche il precariato è una bella rottura di coglioni…

Il nostro Essere è Eterno, anzi no, non è Eterno. La lottizzazione della Rai, quella sicuramente è Eterna.

Fare il giornalista, oggi, in Italia, è sempre più difficile. Non farlo è più facile ancora.

Il Tutto e il Singolo, l’Unità e il Molteplice, L’Unità e La Repubblica, Platone Plotino Plutone e Pluto. Plutocrazia, Democrazia, dittatura soft. Essere riformisti oggi??

Io so di non sapere. La Ragione non ha ragione di esistere, in un mondo dominato dal Caos. Però le tasse sul lavoro dobbiamo pagarle lo stesso. Cioè, pagare soldi prima ancora di riceverli. Per cosa, poi? Per uno scalone nel didietro o uno scalino che ci fa inciampare, o una finestra pensionabile che ci si apre davanti e in cui siamo tentati di buttarci, se non fosse che cadendo rischieremmo di trovare una proprietà privata che qualche Tar ci accuserà di aver violato…

Il mondo è dominato dal Divenire. Tutto torna, o se non torna chiamiamo “Chi l’ha visto”.

Il mondo concreto e quotidiano non esiste davvero, o meglio è indeterminato. Anche il potere d’acquisto di molti di noi.

Noi non esistiamo perché non essendo Eterni, non abbiamo vera vita, vero Essere. Essendo deperibili e mortali, mutando le nostre condizioni spaziotemporali da uno stato A ad uno stato B, poi ad uno stato C, e così via. Mutando le nostre condizioni di salute prima di accendere un telegiornale e dopo aver cambiato canale. Mutando il moto circolare dei nostri coglioni dopo che abbiamo visto il nostro datore di lavoro. Insomma, incanutendo e ingrassando, dimagrendo e vivendo erezioni cutanee ed eiaculazioni più o meno precoci, l’unica cosa certa è che siamo in perenne mutazione.
Anche la sicurezza del nostro posto di lavoro e del nostro reddito, dunque, è giusto che siano in mutazione.

Essendo in perenne mutazione, non possediamo l’Essere, non siamo Eterni, perché l’Eterno è fisso e immutabile. Dunque noi che non siamo fissi e non siamo immutabili non esistiamo veramente.
Siamo porzioni di spazio, frammenti di tempo, anelli di una catena di determinazioni cangianti nella unica realtà immutabile oltre l’Eterno, che è il Divenire.
Quindi ad essere perennemente immutabili, a ben vedere, sono due Grandi Cose, l’Eterno e il Divenire.
La terza cosa immutabile, probabilmente, è che ci siamo veramente rotti il cazzo di questo sistema di cose.

Pezzi di spaziotempo in mezzo al divenire. Attenti, che ve li tiriamo contro se ci passate sottomano.

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