900 giorni e mezzo: lo Stato che ti strozza

mercoledì, marzo 18th, 2009

(immagine tratta da http://www.moneyblog.it)

Il principale fattore di blocco dell’economia italiana è lo Stato. Il principale “nemico” delle piccole e medie imprese nei settori dei servizi, delle costruzioni, delle forniture sanitarie, è la pubblica amministrazione. Che poi è anche spesso il principale cliente di queste imprese.
Un cliente che paga in ritardo mostruoso, per via di bilanci vincolati, patti di stabilità, burocraticismi che infibulano i bilanci delle imprese clienti.

Gli enti pubblici pagano contrattualmente i propri fornitori generalmente a 90 giorni a cui, tuttavia, vanno aggiunti mediamente altri 135 giorni di ritardo. Le punte di ritardo massimo sono di oltre 900 giorni. Quasi tre anni.

Le banche non ti danno credito, pure se gli dici che un ente pubblico ti deve dei bei soldini.
In questo articolo chiarificatore de Lavoce.info si spiega come il ritardo dei pagamenti alle imprese da parte dei vari ed eventuali gangli della pubblica amministrazione generi una domanda di credito da parte delle imprese stesse che viene quantificato in 67 miliardi di euro circa, pari a quasi un quarto del totale degli impieghi a breve erogati dalle banche alle imprese.

Questa è più di una strozzatura pura e semplice. E’ molto più che un blocco alla crescita, un freno a mano sull’economia, un’irrazionale perversione di intuitive leggi economiche e di mercato.
Lo Stato che non paga è il trionfo dell’economia drogata.
E’ lo Stato che ti strozza, lo Stato che ti dà e che ti toglie, padrone del tuo destino, che sottomette la tua capacità di giudizio prendendoti per fame.

Un aspetto che mi sembra venga colto con poca forza è questo: avere crediti verso la pubblica amministrazione non è uguale ad avere crediti verso un altro privato. Avere crediti verso la pubblica amministrazione, paradossalmente, non ti mette in una posizione di forza. Tutt’altro.

Pensate a come si sta ad avere un credito verso un Comune. Pensate all’umiliazione del piccolo imprenditore che deve ricevere ciò che gli spetta e che passa il suo tempo con l’ansia in gola, a fare anticamera fuori dall’ufficio del piccolo satrapo di turno, dell’assessore o del burocrate di Palazzo.

Avere crediti verso la pubblica amministrazione, in fin dei conti, fa il gioco del Potere. Gioco politico ed economico. Quando per ottenere ciò che ti spetta devi perdere tempo, devi ruffianare, c’è qualcosa che non va. E in una nazione come la nostra, mi viene il sospetto che questo qualcosa che non va sia voluto, rientri in una strategia di fondo.

“Ti prendo alla gola per averti più mansueto, ti rendo più mansueto per addolcirti e indorarti la pillola che ti metto in gola. Oggi, ieri, domani. Il Potere”

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Un commento su “900 giorni e mezzo: lo Stato che ti strozza

  1. Andrea28k ha detto:

    L’ennesima prova che lo stato -inteso come le persone che occupano le istituzioni- non solo non siamo noi (figuriamoci!), non solo si disinteressa dei nostri bisogni, ma cerca continuamente di fregarci. Non per una malvagità innata dei burocrati, non per una profonda incompetenza, ma semplicemente perchè “loro” parassitano il nostro lavoro.

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