Archivio per aprile, 2009

Io non referendo, tu non referendi, egli forse referendum

venerdì, aprile 24th, 2009

In un paese sempre più digiuno di cultura, di cervello, di capacità di comprendere
che per conoscere occorre ficcare la testa nel comprendonio e sudare

in una nazione belante, sempre più composta da stolti e vigliacchi
Dove la fatica non sappiamo più cos’è, la fatica di capire
la forza di andare da soli, di non inseguire la massa.

In una nazione che ama il carisma del capo almeno quanto le belle forme femminili
e in una nazione stanca, che ha in odio la democrazia tranne quando serve all’individuo
e che strizza l’occhio alla “tirannide illuminata” e alla autocrazia empatica
a meno che il tiranno non rompa le palle ai propri interessi e ai propri individuali conflitti

Popolo senza più fini che non siano immediati
o che non siano presidenti della Camera

Gente alluvionata nel cervello, a cui il terremoto dell’edonismo ha squassato le ultime fondamenta di grinta, orgoglio, spirito..

In una nazione così, dove si vota per simpatia, per umore, per noia
dove una legge elettorale definita porcata viene accettata e dimenticata
dove il consenso si basa su particelle elementari di comprensione e comunicazione

dove forse la democrazia, intesa come sistema fallibile, ha fallito o sta per fallire

chi volete che vada a votare al referendum?
che volete che comprenda il referendum?

Voi siete il Mistero

domenica, aprile 12th, 2009

L’Aquila, venerdì 10 aprile 2009 (foto Ansa)
Trovo lentamente la forza di pensare ad altro, di considerare meno vano ciò che vano mi si è palesato dopo la tragedia dell’Abruzzo. Cioè molto, quasi tutto. Sono giorni duri, di paranoia. Giorni nei quali non riesco a pensare ad altro, e quando ci riesco è per merito delle persone che mi vogliono bene.

Questo testo che pubblico ora è stato scritto il giorno dei funerali, venerdì, il vero acme dell’immane dolore. L’ho tenuto in serbo perchè mi sembrava inadeguato, perchè mi sembrava disperato mentre io voglio sperare. Ho dubitato se pubblicarlo perchè il silenzio pieno di dolore non può esplicarsi e forse è meglio lasciare stare. Ho pensato di completarlo, di raffinarlo, ma i messaggi spesso sono completi quando escono di getto. Infine ho pensato di non pubblicarlo perchè troppo piccolo, il testo, dinanzi all’abisso. Troppo modesto, di fronte al martirio degli innocenti.

Eppure quel “voi” mi rimbomba in mente, mi strazia le viscere, vuole uscire a guisa di abbraccio volante, di ultimo bacio, di inadeguato arrivederci. E allora ecco il mio impotente messaggio, modesto tentativo catartico, sincero saluto a chi è andato via. Che il trapasso vi sia stato dolce.

Voi siete il Mistero

La morte che nel sonno vi coglie, il mistero che voi rappresentate
E l’abisso del dolore

La speranza, il ritorno
L’immane tragedia di un mondo che non è più terra,
all’infuori di noi

Mille emozioni che guardano lancinanti
Fili ignoti di una trama che non comprendiamo
Lacrima, urlo, paura e preghiera
L’empatia che ci fa uomini, l’amore ferito che chiede pietà

Davanti a voi, la luce che parla di ignoti sentieri
Di chi resta, il freddo, il vacuo sordo nulla, il tutto nell’animo che si fa pianto
E poi il cielo grigio, il sole spento

Su un altare che non avete cercato, vi hanno messo a ricordo del perverso destino,
siete monito di un’incomprensibile svolta, ricordo di un folle mondo che si spacca in due
e disintegra, annienta e inghiotte,
noi piccoli uomini di fronte al mostro muto.

Voi siete il Mistero dell’inutile sacrificio e dell’infinito negativo
Sarete forse il Mistero del ritorno, dell’anelante ritorno all’immenso
dell’immenso che si fa trovare nel suo lato più orrendo
del fine che ragione non fa vedere, ancora.
Sconfortati aspiriamo alla causa del vostro Mistero
pieni di buio e circondati da una luce ancora troppo spenta

Avanti il prossimo

mercoledì, aprile 1st, 2009


Continua la saga del post a quattro mani, o a otto zampe come meglio credete.
Sempre io e questo soggetto qui. La foto meritava, abbiamo anche offerto una taglia per trovare chi fosse il responsabile, purtroppo non abbiamo risolto nulla, a parte il ritrovamento di un paio di chiavi di una Ritmo dell’86 prontamente riconsegnate al suo proprietario, un elettrauto di Vigevano che aveva ormai perso ogni speranza

Benvenuti, sedetevi pure.

Assistete con noi a questa dimostrazione di avvenuta sinergia fra impresa, politica, cittadini, cani sciolti.

Battere la crisi si può, serve inventiva e spirito d’avventura. Mettiamoci attorno a un tavolo, o se preferite ad una panchina. Firmiamo protocolli d’intesa, scambiamoci sinergie o colli di bestiame.

Mettiamo in panchina il centravanti sgradito, diamo direttive sull’unità sindacale, e smettiamo di dire che siamo messi male.

Sedetevi e calmatevi.
Rilassatevi al sole, poggiate le mani e stendete le gambe. Son tempi d’attesa questi. Tempi di sorprese gradite e conti correnti alle spalle.

Le sale d’attesa sono piene di manager, delocalizzatori, Ceo e Account, angeli cherubini dei paradisi fiscali.

Noi nell’inferno della cassa disintegrazione ci sediamo qui invece. Si sta bene a pensare male del bene.
Si sta bene a pensare, certo, magari se qualcuno passasse e lasciasse qualche euro, si starebbe ancora meglio.

O se qualcuno ci acquistasse, merda e panchina incluse, che si sa che in Italia c’è gente che pagherebbe per vendersi.
Che poi sarebbe proprio una gran cosa. Vedo già l’annuncio: “Vendesi panchina in buono stato già condita ma affittata. No deboli di stomaco, graditi perditempo.”

Del resto ogni settore ha le proprie mele marce. E su ogni panchina si possono sedere le persone sbagliate al posto delle persone giuste. E in apparenza entrambe le categorie si mimetizzano fra loro. Ma ad una attenta analisi mostrano chiare le loro diverse proprietà, le loro diverse identità. Ma lo mostrano solo ad una attenta, profonda analisi. Prima, no.
Si evidenzia dopo, in un altro modo e un differente tempo. Variabili che non ci è dato sapere. Sedersi al loro fianco, questo, è possibile; informarsi sul perché, possibilmente vietato; accovacciarsi è sempre consentito purché in modo esperto. Scalzare il prossimo solo negli appositi spazi. E le feci? Beh, quelle restano, alla pari di un’ermetica sorpresa per tutti gli amabili venditori e i più inetti commensali.

Chi si siede su quella panchina vuol far sapere quel che altri non vogliono si sappia.
Disse il saggio giardiniere. Noi già gli crediamo mentre soffici ci adagiamo su questo ennesimo piacevole strazio.

SECONDO MOVIMENTO

Dicono che viviamo in un regime

Dicono che siamo controllati, disispirati, ci vogliono disinnescati.

Ci hanno messo a sedere in un cantuccio. C’è chi lo ha fatto volontariamente, chi forzatamente. Per entrambe le categorie hanno messo la stessa vicina di panchina. E non si tratta della vecchietta con la busta della spesa, il portamonete in pelle e la gonna di flanella.
Ci hanno fatto sedere e male non ci è andata. Galattici quei tempi in cui tutto poteva essere, come dire, seppur apparentemente, contestato.

Siamo in uno stato liberale e non dobbiamo avere paura. Avremo sempre un giudice che ci ridà la libertà riesaminando la nostra posizione. A meno che non gli tolgano la sedia da sotto il sedere, al giudice. In quel caso, lo invitiamo calorosamente a farci compagnia sulla nostra panchina. Sarà il benvenuto, e faremo anche spostare la vecchietta un po’ più in là, così ci si sta tutti.
Tutti in una spasmodica attesa, trepidanti di insulti e presi dalla penultima ola. La vecchietta in visibilio, la cacca immobile tronfia della sua nuova appartenenza e noi tutti ancora in cerca di un qualcosa di nuovo, tetro e appariscente che ci faccia desiderare di poter cambiare o ottenere un quanto mai deprecabile e nuovo canale.

TERZO MOVIMENTO

Noi e la cacca, compagni di panchina, spettatori inermi di una dittatura psicotica.

Ma perché non ci siamo anche noi, lì nella foto?
Perché non ci hanno resi partecipi? Restiamo in attesa di un nuovo messaggio messianico o in alternativa di una paletta per cani, di quelle pratiche, di quelle che sì insomma avete capito.
E se qualche dubbio dovesse ancora ottenebrarvi le meningi prego leggere il post al contrario, l’arcano sarà risolto, una pratica ricetta per preparare salse turche vi attende.