Avanti il prossimo

mercoledì, aprile 1st, 2009


Continua la saga del post a quattro mani, o a otto zampe come meglio credete.
Sempre io e questo soggetto qui. La foto meritava, abbiamo anche offerto una taglia per trovare chi fosse il responsabile, purtroppo non abbiamo risolto nulla, a parte il ritrovamento di un paio di chiavi di una Ritmo dell’86 prontamente riconsegnate al suo proprietario, un elettrauto di Vigevano che aveva ormai perso ogni speranza

Benvenuti, sedetevi pure.

Assistete con noi a questa dimostrazione di avvenuta sinergia fra impresa, politica, cittadini, cani sciolti.

Battere la crisi si può, serve inventiva e spirito d’avventura. Mettiamoci attorno a un tavolo, o se preferite ad una panchina. Firmiamo protocolli d’intesa, scambiamoci sinergie o colli di bestiame.

Mettiamo in panchina il centravanti sgradito, diamo direttive sull’unità sindacale, e smettiamo di dire che siamo messi male.

Sedetevi e calmatevi.
Rilassatevi al sole, poggiate le mani e stendete le gambe. Son tempi d’attesa questi. Tempi di sorprese gradite e conti correnti alle spalle.

Le sale d’attesa sono piene di manager, delocalizzatori, Ceo e Account, angeli cherubini dei paradisi fiscali.

Noi nell’inferno della cassa disintegrazione ci sediamo qui invece. Si sta bene a pensare male del bene.
Si sta bene a pensare, certo, magari se qualcuno passasse e lasciasse qualche euro, si starebbe ancora meglio.

O se qualcuno ci acquistasse, merda e panchina incluse, che si sa che in Italia c’è gente che pagherebbe per vendersi.
Che poi sarebbe proprio una gran cosa. Vedo già l’annuncio: “Vendesi panchina in buono stato già condita ma affittata. No deboli di stomaco, graditi perditempo.”

Del resto ogni settore ha le proprie mele marce. E su ogni panchina si possono sedere le persone sbagliate al posto delle persone giuste. E in apparenza entrambe le categorie si mimetizzano fra loro. Ma ad una attenta analisi mostrano chiare le loro diverse proprietà, le loro diverse identità. Ma lo mostrano solo ad una attenta, profonda analisi. Prima, no.
Si evidenzia dopo, in un altro modo e un differente tempo. Variabili che non ci è dato sapere. Sedersi al loro fianco, questo, è possibile; informarsi sul perché, possibilmente vietato; accovacciarsi è sempre consentito purché in modo esperto. Scalzare il prossimo solo negli appositi spazi. E le feci? Beh, quelle restano, alla pari di un’ermetica sorpresa per tutti gli amabili venditori e i più inetti commensali.

Chi si siede su quella panchina vuol far sapere quel che altri non vogliono si sappia.
Disse il saggio giardiniere. Noi già gli crediamo mentre soffici ci adagiamo su questo ennesimo piacevole strazio.

SECONDO MOVIMENTO

Dicono che viviamo in un regime

Dicono che siamo controllati, disispirati, ci vogliono disinnescati.

Ci hanno messo a sedere in un cantuccio. C’è chi lo ha fatto volontariamente, chi forzatamente. Per entrambe le categorie hanno messo la stessa vicina di panchina. E non si tratta della vecchietta con la busta della spesa, il portamonete in pelle e la gonna di flanella.
Ci hanno fatto sedere e male non ci è andata. Galattici quei tempi in cui tutto poteva essere, come dire, seppur apparentemente, contestato.

Siamo in uno stato liberale e non dobbiamo avere paura. Avremo sempre un giudice che ci ridà la libertà riesaminando la nostra posizione. A meno che non gli tolgano la sedia da sotto il sedere, al giudice. In quel caso, lo invitiamo calorosamente a farci compagnia sulla nostra panchina. Sarà il benvenuto, e faremo anche spostare la vecchietta un po’ più in là, così ci si sta tutti.
Tutti in una spasmodica attesa, trepidanti di insulti e presi dalla penultima ola. La vecchietta in visibilio, la cacca immobile tronfia della sua nuova appartenenza e noi tutti ancora in cerca di un qualcosa di nuovo, tetro e appariscente che ci faccia desiderare di poter cambiare o ottenere un quanto mai deprecabile e nuovo canale.

TERZO MOVIMENTO

Noi e la cacca, compagni di panchina, spettatori inermi di una dittatura psicotica.

Ma perché non ci siamo anche noi, lì nella foto?
Perché non ci hanno resi partecipi? Restiamo in attesa di un nuovo messaggio messianico o in alternativa di una paletta per cani, di quelle pratiche, di quelle che sì insomma avete capito.
E se qualche dubbio dovesse ancora ottenebrarvi le meningi prego leggere il post al contrario, l’arcano sarà risolto, una pratica ricetta per preparare salse turche vi attende.

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Un commento su “Avanti il prossimo

  1. Andrea28k ha detto:

    So che non è minimamente paragonabile, ma sul muro esterno di casa ieri ho trovato una cacca di cane, a circa 50 cm d’altezza.Non ho potuto non ripensare alla scenetta in cui Pierino entra in uno scompartimento di treno e trova una cacca attaccata al muro, molto in alto. L’ovvio colpevole fa a Pierino: “Se la stacchi da lassù ti do 10.000 Lire” e Pierino gli risponde: “Se mi dici come hai fatto a cagare sul soffitto io te ne do 20.000!!”.

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