Voi siete il Mistero

domenica, aprile 12th, 2009

L’Aquila, venerdì 10 aprile 2009 (foto Ansa)
Trovo lentamente la forza di pensare ad altro, di considerare meno vano ciò che vano mi si è palesato dopo la tragedia dell’Abruzzo. Cioè molto, quasi tutto. Sono giorni duri, di paranoia. Giorni nei quali non riesco a pensare ad altro, e quando ci riesco è per merito delle persone che mi vogliono bene.

Questo testo che pubblico ora è stato scritto il giorno dei funerali, venerdì, il vero acme dell’immane dolore. L’ho tenuto in serbo perchè mi sembrava inadeguato, perchè mi sembrava disperato mentre io voglio sperare. Ho dubitato se pubblicarlo perchè il silenzio pieno di dolore non può esplicarsi e forse è meglio lasciare stare. Ho pensato di completarlo, di raffinarlo, ma i messaggi spesso sono completi quando escono di getto. Infine ho pensato di non pubblicarlo perchè troppo piccolo, il testo, dinanzi all’abisso. Troppo modesto, di fronte al martirio degli innocenti.

Eppure quel “voi” mi rimbomba in mente, mi strazia le viscere, vuole uscire a guisa di abbraccio volante, di ultimo bacio, di inadeguato arrivederci. E allora ecco il mio impotente messaggio, modesto tentativo catartico, sincero saluto a chi è andato via. Che il trapasso vi sia stato dolce.

Voi siete il Mistero

La morte che nel sonno vi coglie, il mistero che voi rappresentate
E l’abisso del dolore

La speranza, il ritorno
L’immane tragedia di un mondo che non è più terra,
all’infuori di noi

Mille emozioni che guardano lancinanti
Fili ignoti di una trama che non comprendiamo
Lacrima, urlo, paura e preghiera
L’empatia che ci fa uomini, l’amore ferito che chiede pietà

Davanti a voi, la luce che parla di ignoti sentieri
Di chi resta, il freddo, il vacuo sordo nulla, il tutto nell’animo che si fa pianto
E poi il cielo grigio, il sole spento

Su un altare che non avete cercato, vi hanno messo a ricordo del perverso destino,
siete monito di un’incomprensibile svolta, ricordo di un folle mondo che si spacca in due
e disintegra, annienta e inghiotte,
noi piccoli uomini di fronte al mostro muto.

Voi siete il Mistero dell’inutile sacrificio e dell’infinito negativo
Sarete forse il Mistero del ritorno, dell’anelante ritorno all’immenso
dell’immenso che si fa trovare nel suo lato più orrendo
del fine che ragione non fa vedere, ancora.
Sconfortati aspiriamo alla causa del vostro Mistero
pieni di buio e circondati da una luce ancora troppo spenta

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