Io non referendo, tu non referendi, egli forse referendum

venerdì, aprile 24th, 2009

In un paese sempre più digiuno di cultura, di cervello, di capacità di comprendere
che per conoscere occorre ficcare la testa nel comprendonio e sudare

in una nazione belante, sempre più composta da stolti e vigliacchi
Dove la fatica non sappiamo più cos’è, la fatica di capire
la forza di andare da soli, di non inseguire la massa.

In una nazione che ama il carisma del capo almeno quanto le belle forme femminili
e in una nazione stanca, che ha in odio la democrazia tranne quando serve all’individuo
e che strizza l’occhio alla “tirannide illuminata” e alla autocrazia empatica
a meno che il tiranno non rompa le palle ai propri interessi e ai propri individuali conflitti

Popolo senza più fini che non siano immediati
o che non siano presidenti della Camera

Gente alluvionata nel cervello, a cui il terremoto dell’edonismo ha squassato le ultime fondamenta di grinta, orgoglio, spirito..

In una nazione così, dove si vota per simpatia, per umore, per noia
dove una legge elettorale definita porcata viene accettata e dimenticata
dove il consenso si basa su particelle elementari di comprensione e comunicazione

dove forse la democrazia, intesa come sistema fallibile, ha fallito o sta per fallire

chi volete che vada a votare al referendum?
che volete che comprenda il referendum?

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