In memoria di Edmondo Berselli

lunedì, aprile 12th, 2010

Se ne va una penna leggera, elegante. Edmondo Berselli. Una grande testa, uno scoiattolo dell’editorialismo. Fresco come Calvino, eterno come lui. Intellettualmente onesto, retto moralmente, una persona a cui non si poteva dire nulla. Sincero senza essere populista, chiaro senza essere banale, colto ma non lezioso, complesso ma non palloso.

Edmondo, ti leggevo sempre con grande piacere, ricordo recentemente un tuo editoriale sull’Espresso: lo schifo delle cricche e della corruzione in un perfido ritratto del cognatismo, di mogli viziate, ignoranti in Suv e carta di credito, magia perversa del capitalismo rapace fatto sistema e della amoralità fatta regola. Terrò quel pezzo, in particolare, come monito a combattere il male con il sorriso, la cattiveria con il rasoio dell’intelligenza, lo schifo con lo sberleffo acuto.

Mi dispiace un sacco. Condoglianze alla famiglia.

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