Archivio per la categoria ‘gomorra

Potere alla Parola

giovedì, marzo 26th, 2009


Pensiero dei corpi, mantenimento dell’interpretazione dentro la memoria.

Condivisione collettiva, triste ritorno all’intimo, sollevatrice di masse minime e grandi picchi d’intensità. Imbambolamento nel nulla.

Serve a ricordare, ma non è una sensazione aleatoria. Essa rimane, è disponibile, è generosa nel suo concedersi al pubblico ma chiede attenzione e partecipazione. Chiede tutto, lei.

Distrae il dubbioso e confonde il debole, quando vuole. Sa contenere in sé ignobiltà e distorcere le percezioni.
Ma esalta la lotta del giusto, quando viene usata bene. Esprime colore, calore, insegna a vivere, insegna a leggere il mondo.
Quando viene caricata di nobili intenzioni, può sconvolgere e uscir fuori in lacrime vocali.

Può essere un urlo letto su pagina o interiore struggimento, recitato a piena voce in ambito pubblico.
Intimo, oppure, melanconico salir di tono su pensieri inerpicati.
Sempre, comunque, misteriosa azione del suono e intenzionalità del flusso vivente.

Questa è la Parola, questo è il suo Potere. E Roberto Saviano ieri ce l’ha fatto riscoprire con amore e coraggio.

(foto tratta da lastampa.it)

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La cappa delle caste sui senza casta

martedì, marzo 24th, 2009

L’ormai ex magistrato Luigi De Magistris, nelle frasi che cito sotto, ritengo abbia affermato parole definitive sul degrado italiano. Sulla sua illiberalità, sulla prepotenza, sulla chiusura anti lungimirante, sulla dinamica degenerativa.
Riprendersi il denaro pubblico attraverso un’azione di contrasto alle consorterie, tramite la legge.
Riprendersi l’ambiente, contrastando la non sostenibilità dell’attuale sistema, tramite l’azione di controllo dell’opinione pubblica disintossicata dai “titoli tossici” del mondo informativo e culturale dominante.

Fuori dal frame del De Magistris candidato alle europee (per inciso, quando un magistrato onesto e capace non può più fare il suo mestiere, provo un qualcosa dentro di me simile al senso di sconfitta. Ma non lo giudico, bisogna trovarcisi, in certe situazioni).
Leggete queste frasi e frullatevi in questo video:

“Il controllo illegale che il sistema castale politico di questo paese, sta facendo e ha fatto sulla gestione del denaro pubblico, a discapito della gran parte dei cittadini e arricchendone solo alcuni, rendendo il nostro paese sempre più vicino a quello di alcune realtà sudamericane e mediorientali e non certo proprie di un paese occidentale.
Il tema del finanziamento pubblico è centrale perché è lì che si corrode la democrazia.”

“Sono convinto, da tempo, soprattutto per il lavoro svolto come magistrato, che proprio attraverso la gestione illegale del denaro pubblico è cresciuta non solo la criminalità mafiosa di tipo tradizionale, ma anche la criminalità dei colletti bianchi.
Il denaro pubblico in gran parte viene gestito da comitati d’affari che decidono a chi dare i soldi, a quale società dare i soldi, a chi affidare gli appalti, a chi affidare i progetti, a chi affidare i subappalti, chi assumere in queste società nel fare sia i progetti che i lavori e quindi condizionando il voto”.

Riflettete, impacchettate e portate a casa.

L’orgoglio del lupo solitario

lunedì, marzo 9th, 2009

“É una legge mafiosa che è stata esportata, è venuta su dalla Sicilia
e fa parte ormai della cultura nazionale
Non si fa niente in Italia se non c’è l’assenso del politico
e se il politico non è pagato.
Ecco, noi viviamo in questo tipo di società, e in questo tipo di società la protezione
è indispensabile, se qualcuno non vuol condurre la vita da lupo solitario.
Che può esser anche una scelta e può essere anche affascinante.
Esser soli nella vita e non avere né aderenze né protezioni da alcuna parte.
Orgogliosamente soli fino all’ultimo.
Questa può essere una scelta, ma 60 milioni di italiani non potranno farla”.

non hanno questa vocazione alla solitudine, aggiunge Biagi

(vedere da 6’11” in poi)

Il 28 dicembre 1983 Giuseppe Fava rilascia la sua ultima intervista a Enzo Biagi nella trasmissione Filmstory, trasmessa su Rai Uno, sette giorni prima del suo assassinio.

Invettiva Gomorra, il film

venerdì, gennaio 16th, 2009


da un
post interessante e complesso (mondo Napoli, non entro in esso. Ma leggetelo per ripensarne la portata extra localistica, magari ne riparleremo, della portata extra localistica…) di Jonkind apparso su Macchianera, una riflessione e un’invettiva contro l’esclusione del film Gomorra di Matteo Garrone dalla selezione per i premi Oscar oltre che precedentemente dai Golden Globe Awards

(foto da questo blog)

al Frullatore dispiace che Gomorra non sia andato nella selezione Oscar perchè è un film tosto. Immagini poetiche come quella della palude e dei kalashnikov, del sarto che vede Angelina Jolie con il suo vestito, il valore documentaristico del viaggio nelle viscere delle Vele, la piscina sul tetto del palazzone. In questo sono d’accordissimo con jonkind.
Sull’aspetto di “politica cinematografica” e sulla “scuola napoletana” non saprei proprio dire…

LA NON INTERNAZIONALITA’ DEL FILM? Ma scusate, una scena come quella del contadino malato di cancro, con la famiglia che mentre lui muore si mette d’accordo con il fucking broker dei rifiuti-Toni Servillo per fargli scaricare altra munnezza nelle sue terre? La pesca (il frutto) che fèta di munnezza? Non sono per caso degli universali, la spregiudicatezza dell’affarista che calpesta uomini dii e terre, l’ingenuità del giovane apprendista spregiudicato e il suo riscatto una volta giunto alla consapevolezza del male? Non è un universale, la forza della prepotenza che lotta contro il giusto, usando l’arma dello spirito mafioso? No, invece c’è qualcuno che sostiene che Gomorra è un film troppo campano, troppo sud, troppo italiano per ambire a premi internazionali e persino ad una comprensione a nord della ciociaria. Ma vah……

Per tutti questi motivi, oltre che per altri motivi squisitamente cinematografici (il colore, la fotografia, la qualità della regia, la poesia aspramente documentaristica, reale, la costruzione delle scene, il ritmo, quel nonsoche che fa di un film un oggetto artistico che ami e al quale ti affezioni)
mi dispiace che Gomorra non sia andato all’Oscar. E poi lasciatemelo dire, con la estrema presunzione di chi “critica un film senza prima vederlo” (sono figlio unico, come mio fratello che non c’è. rino Gaetano docet)
davvero Gomorra è peggiore del film svedese, della panzana tedesca, della pallosità cinematografica francese??? ma dai….. [sfogo intelletto libertario liberato]

Gomorra è un film internazionalissimo, sia per qualità cinematografica che per contenuto. L’aberranza della cattiveria umana, la delicatezza della sopravvivenza delle rose nel deserto, il potere sporco del capitale asservito ai bassi istinti: sono tutti concetti sempre più globali, altro che localismo….

viva gomorra, un film che farà storia.
chisenefrega di sti premi, sappiamo come funzionano, sappiamo quali equilibri ci stanno dietro…..