Archivio per la categoria ‘soli nell’immenso vuoto che c’è

London style

giovedì, agosto 11th, 2011

Il massimo della connettività, il top della tecnologia, l’apertura, la multiculturalità, la velocità.

Eppure imperterrite distanze trasversali continuano a rendere il mondo frammentario, separato, non condiviso. Esigenze globalizzate, difformità locali. Punti di rottura fra un’idea positiva del mondo, e la sua concretizzazione puntuale e negativa. O comunque deludente rispetto alle aspettative.

Aspettative, soprattutto. Aspettative di Stati giusti, aspettative di accoglienza, aspettative di aiuto, aspettative di lavoro.

Aspettative. Mediazioni possibili. Prevenzione dei conflitti. Un trinomio che può interagire con il London Style.

Può? Oppure è meglio dire “dovrebbe”? Oppure invece è il caso di dire che “dovrebbe ma non può”?

La Politica dovrebbe avere questo compito. Mediare le aspettative dei Popoli con le potenziali fonti di conflitto. Prevenire London Style, affinchè il London Style non conquisti le dinamiche di conflitto e di azione sociale.

La Politica dovrebbe avere questo compito. Ma forse non può.

Annunci

Politica, filosofia, conflitti di interesse

mercoledì, luglio 28th, 2010

I conflitti di interesse sono l’essenza della peste italiana.
Nel privato, nel pubblico. Convergenze e lobbismi, caste professionali e piccole mafiosità, indistinti interessi fra mondi che invece dovrebbero essere tenuti separati.
Non si crede più nelle proprie missioni, non si ha costanza, pazienza, non c’è sacrificio. Certo, l’andazzo generale non aiuta. La perdita di eleganza incide sulla sostanza, non è solo forma.
Alla politica come arte del possibile spetta una profonda opera di auto eradicazione dai conflitti di interesse. Ci spero poco, almeno finchè la politica non torna alle idee purificandosi dalle degenerazioni partitocratiche.
Alla filosofia spetta il pensare l’alterità, ma soprattutto il renderla comprensibile, affascinante a largo raggio. Attraente. Il pensiero deve essere pop. Forse anche trash, basta che sia pensiero e non disimpegno sbracato.

Il paradosso dell’Istruzione

giovedì, aprile 15th, 2010

Scuola al mattino, pochi libri di testo, una maestra e basta
=
Alunni alfabetizzati bene, fiore di talenti del futuro, ambizioni e posti nel lavoro. Comunque una buona media

Scuola al mattino e al pomeriggio, extracurriculari, mense, rientri, tanti libri, tante maestre
=
ignoranza, inalfabetizzazione di ritorno, superficialità televisiva inoculata. Pochi geni, e comunque poca competenza per lo scrivere in italiano corretto

Danger Visioni 1

martedì, marzo 16th, 2010

il capitalismo mostra la corda, la finanza suda affannata soffocando nella carta, la gente sta male, le pale degli elicotteri alzeranno la polvere portando via i capi di questo sistema alacre nel disfacimento

La merda saluta

lunedì, marzo 15th, 2010

melma e palude, appiccicume e saliva, insetti e curve pericolose, bustarelle e telefonate, salotti e finzioni. Benvenuti nella più lercia delle europee nazioni

Liste Liste Liste Liste. Decreti e firme nell’acqua

domenica, marzo 7th, 2010

Decreto interpretativo, decreto salvaliste che contano

un povero cristo paga e zitto
conta, al massimo, solo quando deve pagare
conta i suoi soldi o quel che ne rimane, e paga
decreto interpretativo, salvamento dell’alito cattivo
io prendo la multa e sto zitto
decreto interpretativo, le stelle nel cielo son Milioni e anche le firme
ma la mia è scritta nell’acqua
decreto interpretativo, riammessi d’ufficio i governatori uscenti
io senza nessun buon ufficio, solo, non esco da qui e tantomeno sono fra gli entranti
conto solo su me stesso
e sulla mia firma nell’acqua
Ma sono libero

Marasma e scatafascio

martedì, marzo 2nd, 2010

Marasma di corruzioni, frodi fiscali gigantesche,
chi mangia il panino, chi non mangia patate e beve un bicchiere con piste innevate
bianche veneri e pompose slave, italiane defilippizzate e grandi labbra per chiudere il silenzio
nell’inutilità.
Stare zitti è la cosa migliore
Precipitando nel ventre molle
ascoltando sommessi richiami
rimbombando fragorosi fracassi
Cancro mediatico, atrofia del pensiero, pornografia della politica
gusto di assistere a talk show osceni
eterna ripetizione dell’atto sessuale narcisistico del deputato e del presidente
masturbazione del diritto di cronaca
emaginazione del pensiero fine
altro che pensiero debole
qui non c’è più nulla.
Scatafascio, marasma
marasma e scatafascio

La fede nel mio popolo: persa assieme alla fiducia ma che rimane?

mercoledì, novembre 18th, 2009

Paradisi fiscali per ricchi miliardari e inferni del lavoro per i piccoli non risparmiatori. L’acqua diventa privata, e così ci hanno tolto anche le mutande. Restare nudi e indifesi, nella euroregione dell’Impero, non è piacevole.
Ci hanno tolto l’acqua e ci hanno dato in cambio le percentuali dei redditi scudati, ma i miliardari scudati dovranno dichiarare il loro nome solo se investono in attività di impresa. Se investono in finanza, nel cancro della finanza, nella nullificazione dell’eterno denaro, no (bella puntata di Report, qui).
Arrestano i mafiosi, ma gli permettono di ricomprarsi i beni che gli sono stati confiscati dallo Stato.
Il diritto fa acqua da tutte le parti, i tempi lunghi dei processi aiutano i disonesti e frustano i giusti. Che giustizia è? E’ una giustizia lenta, velocizziamola per il processo giusto. Però non in mio nome, ma nel nome del signore di Palazzo.

Le fabbriche chiudono se vanno male, chiudono se vanno bene. Chiudono il diritto in faccia ai lavoratori.
La Fiat apre in Serbia ma chiude in Italia, fa joint venture con la Opel in America ma non fa venture in Italia, anzi a Termini Imerese sono sventurati.
Il Governo ricorre ai voti di fiducia, già, la fiducia. Del popolo.
A parlare di popolo ci si sente molto retrò. Bene.
Vogliono guarire le ferite della crisi e del malaffare con il cemento. E costruiscono bare per il paesaggio, amplificano gli alveari di cemento, sfiniscono il popolo anelante alle mille case sfitte.
Popolo, ancora questa parola retrò. Benissimo.

Dicono dall’Europa che il crocefisso offende la gente, ma non dicono nulla a Gheddafi che dal suo pulpito di harem di Stato insulta Gesù Cristo e la nostra religione, dicendo che sulla Croce non c’era Lui ma un sosia.
Il nostro popolo non capisce più, è rimbombato rincretinito rintronato dal rumore di fondo dei media della comunicazione del delirioglobale finanziario sociale morale.
Il popolo. Benissimo.

Io nel mio popolo non ci credo più. Non ci ho mai creduto.
Ma non c’è un fedele più attento e sincero di chi non riesce a credere fino in fondo.

Il fonologocentrismo dell’Occidente

giovedì, settembre 3rd, 2009

portavoce di commissioni lontanissime. Mondi lontanissimi. Il contadino riceve 40 centesimi per un tot di pesche da lui prodotte, gli intermediari della distribuzione lucrano, il consumatore paga il tot di prodotto a 2 euro al tot. Più cattivo e serrizzato.
L’intermediazione come categoria della follia economica.

Fonocentrismo: rumore di fondo della comunicazione mediatica
Logocentrismo: predominio del pensiero razionale, critico

contraddizione apparente: come può il rumore di fondo essere razionale? come può il pensiero critico diventare rumore di fondo?

natura svelata:
a-significanza della comunicazione mediatica moderna, bombardante
plus
inspessimento del pensiero razionale e critico su calli ossei del pensiero dovuti allo scarso esercizio dello stesso
plus
moltiplicazioni dei canali di trasmissione della comunicazione
plus
limiti di fondo della comprensione umana in condizioni di sovraffollamento percettivo
uguale
il pensiero laterale viene riportato al centro, o ci si riporta da solo per azione reattiva

FONOLOGOCENTRISMO DELL’OCCIDENTE
Finisce il logos, entelechìa del nulla

Costretti a ripetere

martedì, agosto 25th, 2009

Quando il cervello non va perchè è difficile la coazione a ripetere
esiste una maledizione che pende sull’uomo: il lavoro

o meglio la perenne ripetizione, l’abnorme responsabilità di compiere atti noiosi, la perenne ricerca del sostentamento che rende difficile trovare tempo per il non lavoro, la crescita interna, la riflessione.

quando il cervello non va, è perchè si ribella alla coazione a ripetere, allo stucchevole ingaggio di una lotta con la vita che lascia poco spazio per celebrazioni e sudore, tenendo fermo il tempo del mal di schiena, del monitor, del telefono. Della cortesia di facciata.

Se il cervello non va, è facile che quanto più tu sia geniale, tanto più tu riesca a trovare la chiave per aprire una porta. Sii felice di sentire il cigolìo, vuol dire che stai scrostando gli arrugginiti cardini del tuo locale. E se la porta sbatte per la corrente, tieniti il cappello ben saldo in testa e tuffati in faccia all’aria.