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Con i gestori delle autostrade Monti mantiene la parola, con gli esodati (ancora) no

mercoledì, aprile 4th, 2012

Lei insiste molto su questo concetto di prevedibilità, cosa significa?
«Le confesso che quando alla fine di dicembre abbiamo visto scattare, per un automatismo delle convenzioni, oltre ai tanti aumenti da noi determinati per esigenze di bilancio, anche quello abbastanza cospicuo dei pedaggi autostradali, abbiamo avuto la tentazione di bloccarli o di differirli. Ma quella sarebbe stata una modifica di contratti in essere e sarebbe stato un argomento in più per dire che gli italiani sono quelli che cambiano le carte in tavola. Se vogliamo invece avere investimenti dobbiamo essere prevedibili».
(dall’intervista di Mario Monti a La Stampa del 4 aprile)

Il nostro premier è sensibile all’incazzatura degli italiani per il continuo aumento dei pedaggi autostradali. Bene. Ha anche avuto la tentazione di bloccarli (a proposito, questa citazione dal libro di Gianni Dragoni ci aiuta a capire meglio come funziona il pianeta autostrade Benetton). Ma il Governo però quei rincari non li ha bloccati, perchè non sta bene modificare i contratti in essere e cambiare le carte in tavola.

Peccato che modificare le carte in tavola è stato proprio quanto è stato fatto con gli esodati. Prima gli si fanno firmare i prepensionamenti con le aziende, anche aziende parastatali tipo Poste Italiane. Poi gli si cambiano le carte in tavola, per fare scoprire loro che sarebbero dovuti andare in pensione più tardi. Quindi li si fanno rimanere senza lavoro e con la prospettiva di andare in pensione fra cinque anni. E, dulcis in fundo, chi gli ha cambiato le carte in tavola senza prevedere un “paracadute” ora non li sa neanche quantificare, il numero complessivo di questi esodati “danni collaterali”.
Già, mai cambiare le carte in tavola, vero?

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Esodati: vuoi vedere che l’Inps ne conosce il numero e non parla?

domenica, aprile 1st, 2012

Sembra davvero strano che l’Inps non conosca il numero degli “esodati”, i prepensionati per via delle ristrutturazioni aziendali che ora, dopo l’innalzamento dell’età pensionabile, si ritrovano senza lavoro e senza pensione.

Sembra strano che il ministero della Fornero, varando la riforma previdenziale, non si sia posto il problema della quantificazione esatta di quelli che sarebbero rimasti “fregati”. E che si fanno così, le riforme?

Scrive Roberto Giovannini su La Stampa: “C’è chi dice che all’Inps invece quanti siano gli esodati lo si sappia, ma non lo si dica per ragioni di opportunità politica. Altri esperti spiegano invece che calcolarli è tecnicamente complicato per ragioni burocratiche e procedurali”.

E vuoi vedere allora che nel lauto compenso di “Mister Inps” Antonio Mastrapasqua, il presidentissimo della cassaforte dei nostri contributi pensionistici, presidente di innumerevoli altri cda e collegi sindacali, rientra anche il dovere di astenersi dal comunicare un numero, almeno una stima, su questi benedetti esodati? Anche a costo di fare “scena muta” davanti ad una audizione parlamentare?

La logica pone la classica domanda “delle due l’una”. O qualcuno nel Governo si arrabbierà con l’Inps perchè ancora non conosce il dato esatto. Ma questo ancora non avviene, e probabilmente non avverrà.

Oppure l’Inps ha la consegna della riservatezza sul numero degli esodati. Perchè il Governo non sa ancora come fare e cosa tirar fuori dal cilindro. E le dichiarazioni domenicali del molto telegenico sottosegretario Polillo ci fanno propendere per questa seconda ipotesi.

AGGIORNAMENTO Domenica sera il ministro Fornero fa seguito ad alcune voci di corridoio trapelate dal Ministero del Lavoro, le quali avevano appena stroncato Polillo dicendo “Accordi con le aziende nulli? Se Polillo sa come fare, se ne faccia carico lui”.

La Fornero, da parte sua, prendeva le distanze da Polillo dichiarando al Corriere (sempre più “vicino vicino” al Governo Monti) che “serve una soluzione seria e questa soluzione non verrà certo annunciata in tv una domenica sera”.

Milleproroghe, così il Governo ha salvato gli “esodati”

venerdì, febbraio 24th, 2012

Sono i lavoratori che per via dell’allungamento dell’età pensionabile si sono ritrovati senza lavoro e senza pensione. Misure previste dal Governo anche per i “precoci” e chi è in congedo per assistere figli disabili.

leggi anche Antonella Baccaro sul Corriere della Sera