Archivio per novembre, 2009

Il computer di Brenda: suggestioni

lunedì, novembre 23rd, 2009

conclusione 1a: e se il computer di Brenda fosse stato lasciato nell’acqua del rubinetto proprio per essere trovato?
Se l’apparentemente inefficiente atto dell’annacquamento fosse un modo per far trovare i video sputtananti che – forse – si trovano all’interno?
Strategia del triplo gioco, gioco di specchi:
– il computer viene annacquato per distruggerne la memoria: felici i presunti assassini di Brenda, felici i mandanti che non vengono più sputtanati. Questo è il primo livello dell’interpretazione (per inquirenti, giornalisti, opinione pubblica)
– il computer però non si distrugge con le formattazioni o con l’acqua, ci vuole una bomba per davvero. Chi lo ha fatto questo lo sa, oppure è un idiota.
– Chi lo ha fatto non è un idiota, ma vuol passare da idiota. Vuol sembrare idiota, in modo che coloro che non sono ingenui riescano a comprendere che non hanno di fronte un idiota, a non farsi bastare la percezione di aver di fronte un idiota. Con quale scopo? Creare casino, confusione, dubbi eterni. Misteri, misteri italiani. Modus operandi contorto, linearmente contorto, dannatamente spiazzante, sempre irraggiungibilmente incomprensibile. Un noumeno sfuggente dell’agire criminale. Raffinatissimo, ormai teorizzato anche nei libri di scuola per non dire nei romanzi, ma ancora dotato di pragmatica utilità.

Chi compie questo triplo balzo concettuale, furbo-idiota-furbo, può essere una chiave interpretativa per un quadro situazionale molteplice. E questo quadro può crearlo, in maniera alternativa o persino contemporanea. Con queste variabili:
– Ha voluto far trovare il computer, pur se ammaccato-annacquato, perché non ci sono video sputtananti all’interno: ma vuole seminare il timore, il dubbio, l’ansia nei ceti che contano. “Qui ci sputtaniamo tutti”. Destabilizzare. Sul nulla.
– Ha voluto far trovare il computer e i video sputtananti. Che ora sono in mano agli inquirenti, ma anche in mano a X.
– Ha voluto far trovare agli inquirenti solo alcuni video sputtananti, i meno potenti. Le bombe più grosse ce le ha lui. E le continua ad avere.
– X poteva avere i video sputtananti senza uccidere Brenda, ammesso che la abbia uccisa. Ma la uccide perché così lo sanno tutti, e lo fa così per lasciare in giro il computer. Monito. Perché così chi deve tremare trema.

conclusione 1b: il computer di Brenda, lasciato a mollo per crescere come una muffa del male, è un simulacro del ricatto. Badate, non è un ricatto, ma è un simulacro del ricatto. Significa che potenzialmente può essere anche innocuo, o parzialmente innocuo. Ma una muffa crea paura, irrazionale paura, pure se è la muffa del gorgonzola. E la paura, si sa, destabilizza.

conclusione 2: il computer potrebbe essere un avvertimento. Guardate che i video e il materiale che ci serviva ce li siamo presi. Vi lasciamo le briciole, così sapete che la chiacchiera dei video è vera.

conclusione 3: il computer è vuoto, non c’è nulla dentro. Non c’è più nulla neanche in giro, tutto bruciato, cancellato, finito per via della paura di chi deteneva il materialaccio. Paura di vendette, paura di indagini dopo il caso Marrazzo, paura di fare la fine dei presunti ricattatori in divisa. Computer simulacro dell’ansia perversa, dell’affannarsi sul nulla. Non c’è nulla dentro, non c’è più nulla in giro. Ma ci potrebbe essere. Brenda immolata sull’altare del condizionale che fa tremare le gambe.

ultima conclusione, la basilare: il computer è nucleo fondante di catene logiche contraddittorie e convergenti. Muffa informatica generata per creare incertezza e indefinitezza. Ha talmente tanti significati che nessuno, ammesso che riesca ad afferrarne la gran parte, può scegliere con sicurezza il più logico. Chi lo ha messo nel lavandino, ha la passione dei rebus. E dei burattini.

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La fede nel mio popolo: persa assieme alla fiducia ma che rimane?

mercoledì, novembre 18th, 2009

Paradisi fiscali per ricchi miliardari e inferni del lavoro per i piccoli non risparmiatori. L’acqua diventa privata, e così ci hanno tolto anche le mutande. Restare nudi e indifesi, nella euroregione dell’Impero, non è piacevole.
Ci hanno tolto l’acqua e ci hanno dato in cambio le percentuali dei redditi scudati, ma i miliardari scudati dovranno dichiarare il loro nome solo se investono in attività di impresa. Se investono in finanza, nel cancro della finanza, nella nullificazione dell’eterno denaro, no (bella puntata di Report, qui).
Arrestano i mafiosi, ma gli permettono di ricomprarsi i beni che gli sono stati confiscati dallo Stato.
Il diritto fa acqua da tutte le parti, i tempi lunghi dei processi aiutano i disonesti e frustano i giusti. Che giustizia è? E’ una giustizia lenta, velocizziamola per il processo giusto. Però non in mio nome, ma nel nome del signore di Palazzo.

Le fabbriche chiudono se vanno male, chiudono se vanno bene. Chiudono il diritto in faccia ai lavoratori.
La Fiat apre in Serbia ma chiude in Italia, fa joint venture con la Opel in America ma non fa venture in Italia, anzi a Termini Imerese sono sventurati.
Il Governo ricorre ai voti di fiducia, già, la fiducia. Del popolo.
A parlare di popolo ci si sente molto retrò. Bene.
Vogliono guarire le ferite della crisi e del malaffare con il cemento. E costruiscono bare per il paesaggio, amplificano gli alveari di cemento, sfiniscono il popolo anelante alle mille case sfitte.
Popolo, ancora questa parola retrò. Benissimo.

Dicono dall’Europa che il crocefisso offende la gente, ma non dicono nulla a Gheddafi che dal suo pulpito di harem di Stato insulta Gesù Cristo e la nostra religione, dicendo che sulla Croce non c’era Lui ma un sosia.
Il nostro popolo non capisce più, è rimbombato rincretinito rintronato dal rumore di fondo dei media della comunicazione del delirioglobale finanziario sociale morale.
Il popolo. Benissimo.

Io nel mio popolo non ci credo più. Non ci ho mai creduto.
Ma non c’è un fedele più attento e sincero di chi non riesce a credere fino in fondo.

La crisi è in crisi

venerdì, novembre 13th, 2009

La crisi è in crisi,
se lo vogliamo, se ci crediamo, se ci critichizziamo.
Critica della crisi, crisi della critica, critici contro la critica
Credo nella crisi e critico il Creato.
Cricca di critici creduloni, siete voi i primi a essere in Crisi.
Ma la Crisi rischia la mia Critica, se davvero è incredibile.
E come del resto non andare in crisi, se pure la crisi va in crisi?
Io in crisi ci sto da sempre e non ci sto mai,
preferisco ci stiate voi.
Sempre buoni a giudicare, ma senza palle per criticare
veramente, questa crisi della crisi.
Cripnotica, crimpotente, criogenica, cra cra
La crisi è in crisi, se lo vogliamo.
Ma io no, io nella crisi ci sguazzo.
La crisi è fonte di critica, e la critica è fonte di crisi
Io non lo voglio, questo Creato in crisi.
Sono in crisi ma non per colpa della crisi
Craieutica, verità della crisi
Tenaglie per tirar fuori la verità…
dalla bocca della Crisi
Ma io alla crisi ci tengo, e critico chi non ha mai crisi
CRISI CRISI CRISI CRISI CRISI CRISI CRISI