Archivio per febbraio, 2009

Crollo San Giuliano, la colpa non è più di chi è morto

giovedì, febbraio 26th, 2009

Il terremoto ha fatto crollare una scuola, terremoto cattivone. Quei bambini e la maestra non avrebbero dovuto trovarsi lì e in fin dei conti se quel giorno non fossero andati a scuola, povere anime innocenti, l’edificio non gli sarebbe crollato addosso.

Questo hanno pensato in molti, dopo la sentenza di primo grado del 13 luglio 2007 che assolse tutti gli imputati del disastro della scuola Iovine di San Giuliano di Puglia (31 ottobre 2002), perché il fatto non sussisteva. Le accuse erano omicidio e disastro colposi, falso ideologico.

IL FATTO La scuola, secondo il procuratore Nicola Magrone che sostenne l’accusa, era crollata non per colpa della virulenza del terremoto, ma perché costruita male e sopraelevata peggio.

Ma la logica perversa per cui quei poveri bambini non avrebbero dovuto trovarsi lì, per cui la colpa comunque è sempre della natura anche se l’uomo può fare qualcosa per premunirsi, per cui in Italia si può fare quel che si vuole, in riferimento a questo caso oggi non ha più ragione di essere esecrata dai nostri cuori. Perché la Corte d’Appello di Campobasso ha condannato cinque imputati coinvolti nel crollo della scuola.

Qui trovate le cronaca, con le condanne nel dettaglio e i commenti dei familiari delle vittime. Siamo al secondo grado, ovviamente, e prima di parlare in termini definitivi ci potrebbe essere la Cassazione. Ma intanto lasciatecelo dire: da oggi abbiamo un po’ più di fiducia in questo sistema giudiziario che vogliono destituire di ogni potere e autonomia. Da oggi respiriamo meglio, perché abbiamo un groppo in gola più piccolo.

IL MEMENTO Qui di seguito vi riporto alcune frasi che nel suo libro “Roba Nostra” il giornalista Carlo Vulpio dedica alla vicenda. Parole scritte prima di questa sentenza di appello, e perciò cariche di una profonda amarezza che oggi possiamo dimenticare. Ma bisogna tenere alta la guardia dell’impegno civico per una giustizia giusta.

“Quel giorno il giudice lesse in fretta la sentenza senza mai alzare lo sguardo verso il pubblico e poi andò via, quasi scappò dalla porta di servizio assieme agli avvocati degli imputati. I quali naturalmente elogiavano “l’equilibrio di Laura”, cioè il giudice D’Arcangelo, poiché aveva accolto la loro tesi della natura matrigna. La tesi cioè che il crollo della scuola fosse dovuto alla fatalità del terremoto, alla cattiveria del sussulto della terra proprio in quel punto e soltanto lì, sotto quella scuola, e aveva invece respinto la tesi del procuratore Nicola Magrone, che in otto ore di requisitoria aveva spiegato che la scuola era crollata non per colpa del terremoto ma perché era stata costruita male e sopraelevata peggio, senza calcoli statici, senza collaudi, senza controlli. La scuola Iovine crollò alla prima forte scossa di terremoto, alle 11,40 del 31 ottobre 2002. In tutto il Molise non è crollato nessun altro edificio; nemmeno quelli maggiormente danneggiati sono poi crollati, quando il terremoto è tornato a farsi sentire (….) Così non si costruisce nemmeno un canile, aveva detto il procuratore. I periti erano stati ancora più netti: secondo loro, a far crollare quella scuola, sarebbe bastata anche una forte nevicata. (….) Per la scuola San Giuliano, secondo il procuratore, erano state violate almeno venti leggi, ma il giudice ha assolto tutti perché il fatto non sussiste”.

Poi Vulpio fa notare un fatto fondamentale. Dire che la scuola è crollata “per colpa” del terremoto e non “in occasione” del terremoto è di una importanza essenziale. Perché è un bivio nel quale, se si sceglie la formula “per colpa” del terremoto, si apre il vasto fronte della ricostruzione e della pioggia di finanziamenti a un intero territorio, soldi che magari vanno anche a chi ha una piccola crepa sul muro laterale e ottiene denaro bastante per rifarsi la villetta.

E la retorica degli “angeli di San Giuliano”, sostiene Vulpio, sarebbe così un comodo viatico per mungere la vacca dei soldi pubblici.

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Il grande silenzio

lunedì, febbraio 23rd, 2009

Il grande silenzio arriverà sopra di noi
Incombe il tabù totale sull’informazione relativa a processi, indagini, intercettazioni, persino nomi dei magistrati in azione.

Con la scusa di non rendere note le telefonate fra il principe e l’amico appassionato di donnine
mettono il bavaglio a un baluardo della democrazia: la rappresentazione dell’oscenità del potere.
Il principe è salvo e con lui e oltre di lui lo è anche il Potere; l’informazione? Beh quella diventerà il regno delle veline (di carta).

Passacarte precari sottopagati e ignoranti, felicemente vili. Così vogliono far diventare i giornalisti.

Norme demenziali che fanno andare alla mente un disegno di una perfezione machiavellica.

Quasi quasi viene voglia di tuffarcisi in questo abisso della democrazia,
e lavorare a campo sgombro per la palingenesi

Robaccia giornalistica

giovedì, febbraio 19th, 2009

precariato +
ignoranza +
editori industriali dai vari interessi

=

stampa non libera e di pessima qualità

Se qualcuno di voi è Sanscemo

mercoledì, febbraio 18th, 2009

(foto tratta da http://www.borsaitaliana.it)
Se qualcuno di voi avesse ancora dei dubbi sul declino tragico del nostro paese
se qualcuno di voi avesse ancora dei dubbi sulla profonda, irriguardosa, ipocrita ipocrisia
delle nostre genti
se qualcuno di voi provasse ancora affetto per il caro vecchio gusto nazionalpopolare
e non lo volesse riconoscere più in questo veltronismo digerito male in un paese berlusconiano

se qualcuno di voi credesse che gli italiani, in fondo e pur sempre, hanno l’intelligenza dalla loro

se qualcuno, inopinatamente, credesse che la tv possa lanciare messaggi educativi, e farlo con gusto,
vera coscienza, nessuna parvenza di moralismo di facciata o ruffianaggine della peggior fatta

se qualcuno di voi credesse che la tolleranza per gli immigrati sia un sentimento umano da maneggiare con rispetto e che se proprio va promozionato con le note, si può fare solo con una bella canzone
se qualcuno di voi è gay, e crede che l’ipocrisia smaccata da teleascolto non crei danno invece che guadagno alla propria causa di tolleranza

se qualcuno di voi crede che il veltronismo faccia vincere berlusconi e la lega, e suppone che la sinistra e i cattolici abbiano imparato ormai bene la lezione

se qualcuno di voi crede che Roberto Benigni sia ancora un gioioso spontaneista armato del clownesimo intelligente
se qualcuno di voi non crede che si possa fare peggio del peggio
e ancora peggio

se qualcuno di voi non crede che abbiamo toccato il fondo…

beh, guardi Sanremo e si ricreda

Il Potere ci sopravviverà ridendo di noi

giovedì, febbraio 5th, 2009

Può il Potere essere sincero e trasparente? No
Il Potere si serve degli uomini, dei governanti, per comunicarsi ai governati. In una epifania che non ha nulla di spontaneo, nulla di lineare, nulla che non sia scevro dalle implicazioni che servono a mantenere se stesso, il Potere.
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Il Potere è concreto, non bada a spese e non bada ad essere ipocrita. Ogni Potere si serve di Stati, Governi, opposizioni, sindaci e burocrati, per perpetuarsi. I governanti non sono superiori al Potere, sono soggetti ad esso, esistono grazie ad esso, ma devono sottomettersi alla autoperpetuazione del Potere, sono strumenti di questa menzogna storica nei confronti dell’uomo semplice, dell’elettore e del contribuente, persino dell’anarchico.
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Il Potere mostra il suo volto buono tramite i governanti, ma esiste nel suo volto cattivo dentro gli uffici, nelle conventicole, sotto le scrivanie, nei manuali e nel telefono. Esiste nell’Ombra, perchè è Ombra. Immateriale come l’aria, onnicomprensivo come la forza di gravità. Pericoloso come l’orgoglio, utile come l’oro.
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Il Potere non ha volto, perchè non vuole essere riconosciuto. Ha simulacri di comodo, sui quali la gente può sputare o imprecare. Ma nella sua vera identità non si mostra mai, perchè essa è scandalosa. Lo scandalo è tanto più grande nelle democrazie, negli assemblearismi più o meno di comodo, nei rapporti con l’opinione pubblica. Lo scandalo del Potere è che esso si nasconde per definizione.

L’Ombra del Potere è il suo scandalo.

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Diffidate del Potere quando si mostra con il suo volto gentile. Diffidate dei volti del Potere tout court

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Il Potere è sopra di noi, il Potere vuole essere migliore di noi, il Potere non ci ascolta ma ci vuole illudere di ascoltarci. Il Potere ci prende per il culo e ci costruisce intelaiature nei nostri vuoti, ci riempie di rumore i nostri silenzi, ci pensa al posto nostro, ci ama di un amore interessato e ci odia di un odio putrido e rancoroso.
Il Potere ci sopravviverà ridendo di noi.

L’apostasia non ha prezzo

lunedì, febbraio 2nd, 2009

Sentire l’odore di salsedine nell’aria in mezzo ai palazzoni
stare dodici ore in ufficio e riuscire comunque a divertirsi
Volere bene al proprio grafico e non avere paura di Floris e Ballarò
Poter avere sotto mano i balordi vigliacchi che bruciano i barboni che dormono
ma avendo le mani di Hulk

Vedere nei conti bancari dei ricchi manager e fregarmi qualche decina di euro
qua e là
Essere un politico per vedere l’effetto che fa
confessare pubblicamente la mia apostasia e la mia redenzione nell’anarchia
Stare con le mani in mano, quando la casa brucia
e ribadire il mio pieno sostegno alla coalizione del governo interiore.
Di più, invocare un gesto di responsabilità dai contestatori
e anche dalla piazza
e chiedere una riflessione politica lontana dai compromessi al mio cane.

Godere dell’indennità di posizione di quella dirigente comunale
che fa sangue e birra al mio motore senza benzina.
Invocare il segreto di Stato sui vilipendi a Napolitano,
ridurre al minimo le epifanie conoscitive sul diritto costituzionale,
presentare memoriali per colpa di figli o colleghi bamboccioni
ridendo di un Lino Banfi con i capelli orizzontali, di fronte al Quirinale

beh, tutto questo non ha prezzo.

Per tutto il resto, c’è Moster Card
e ve la lascio volentieri vuota
dopo averla smisuratamente consumata per i miei comodi
lanci di agenzia, lanci di scarpe al vicino stronzo, lance delta e delta negativi del tasso di occupazione

Riempitela facendo il percorso inverso a partire dai vostri sfinteri informatici privilegiati